Ciao community! Oggi parliamo di un argomento che spesso viene raccontato solo a metà: diventare genitori. Sui social sembra tutto perfetto: neonati che dormono beati, famiglie che sorridono su sfondi color pastello, madri e padri che appaiono sempre presenti, affettuosi, innamorati. Ma dietro quella facciata, la realtà può essere molto diversa. E no, non sei un cattivo genitore se dopo la nascita di tuo figlio ti senti in crisi. Anzi, sei solo umano!
Quando nasce un figlio, nascono anche dei nuovi genitori. E diventare genitori è uno degli eventi più potenti, trasformativi e – diciamolo – destabilizzanti della vita. È un momento carico di aspettative, emozioni e cambiamenti. Ma proprio per questo può anche portare con sé un senso di spaesamento, tristezza, ansia. E non sempre è colpa degli ormoni. La psicologia ci insegna che ogni cambiamento profondo comporta una “fase di crisi”, una sorta di passaggio obbligato in cui dobbiamo riorganizzare la nostra identità. E questo vale anche – e soprattutto – per chi diventa genitore per la prima volta. L’identità personale e quella di coppia si trasformano. Si è chiamati a dare, accudire, reggere ritmi nuovi, con pochissimo spazio per sé stessi. E il cervello? Va in tilt.
Il crollo del mito: non basta l’amore
Spesso si idealizza la genitorialità come un’esperienza “naturale”, che scorre da sé, spinta dall’istinto. Ma la verità è che essere genitori è un mestiere nuovo, complesso, che si impara solo facendolo. E come ogni novità, può spaventare.Chi afferma “non sei un buon genitore se sei in crisi” probabilmente non ha mai sperimentato la fatica del post-parto, i sensi di colpa, la frustrazione di sentirsi inadeguati, o di non riconoscere più la persona con cui si condivideva tutto fino a qualche mese prima.
La coppia cambia: e la sessualità?
Qui entra in gioco anche la sessuologia. Dopo la nascita di un figlio, la sessualità può subire un blocco. Il corpo cambia, l’autostima può crollare, il desiderio si abbassa (o sparisce). Non è solo una questione fisica, ma psicologica. Quando si è costantemente impegnati nel dare (tempo, attenzioni, energie), diventa difficile lasciarsi andare, sentire desiderio, o anche solo pensarsi come partner e non solo come genitori. Questa trasformazione della sessualità è normale, ma spesso vissuta in silenzio, con vergogna o sensi di colpa. Si teme di essere “sbagliati”, “freddi”, “anaffettivi”. Ma è proprio in questi momenti che serve più ascolto, più empatia, e meno giudizi.
Ognuno vive la genitorialità a modo suo
Insomma, non esistono genitori perfetti. Esistono genitori reali, stanchi, spaventati, innamorati, a volte confusi. Genitori che stanno imparando a fare del loro meglio, ogni giorno. Vivere una crisi dopo la nascita di un figlio non significa fallire. Significa attraversare un cambiamento, e come ogni trasformazione, richiede tempo, pazienza, e spesso anche aiuto. Parlare con un* psicolog*, un* sessuolog*, un gruppo di genitori, può essere un gesto potente di amore verso sé stessi e verso la propria famiglia.
👉 E voi? Avete mai pensato a cosa significa davvero diventare genitori, al di là dei filtri di Instagram?
FONTI:
https://www.guidapsicologi.it/articoli/genitorialitapassare-dallessere-figli-ad-essere-genitori

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