Amic* di Loveby, bentrovat*!
Quando si parla di dirty talk, molti storcono il naso o ridacchiano, immaginando solo frasi volgari, sussurrate in momenti bollenti o copiate da qualche scena vista su internet. Ma il vero dirty talk è molto più di così: è un linguaggio dell’intimità, fatto di voce, di ritmo, di emozione. È un gioco di potere e seduzione che non riguarda solo ciò che si dice, ma come lo si dice. Non serve avere un copione. Anzi, dimenticatevi le battute da film porno, a meno che non vi vengano naturali. Il dirty talk autentico nasce dal corpo, dalla mente, dall’istinto, dalla voglia di giocare con l’altrə e creare una tensione che inizia ben prima di sfiorarsi.
È un modo per accendere l’attesa, mantenere viva la scintilla, stuzzicare chi abbiamo accanto con la sola forza delle parole. Ma non parliamo solo di frasi spinte: a volte bastano tre parole sussurrate in un certo modo per creare un brivido lungo la schiena. Il dirty talk può essere dolce ma tagliente, poetico ma malizioso, dominante o remissivo, ironico ma sincero. Può essere un sussurro al buio, un messaggio lasciato prima di uscire, una frase detta guardando l’altrə mentre si prepara la cena.
DA DOVE SI PARTE?
E spesso, in materia, ci si sente inadeguati, si ha paura di apparire ridicoli o cringe. Ebbene, in realtà non esistono espert*: tutto ruota intorno al gioco, all’ascolto e all’improvvisazione. Si può iniziare con qualcosa di semplice, quasi quotidiano: “Non ho pensato ad altro tutto il giorno”oppure “Stasera sei miə”. Frasi così, semplici, dirette, che però aprono uno spazio. Uno spazio di tensione, di gioco, di desiderio condiviso. Non serve per forza “alzare il volume” o diventare un personaggio. Serve solo essere presenti, attenti, sinceri.
ERRORI DA EVITARE
E come in ogni forma di comunicazione, ci sono anche cose da evitare. Prima di tutto: non fingere. Se una frase ci suona forzata, se non ci appartiene, allora sarà meglio non dirla. L’altra persona se ne accorgerà. E la connessione – quella vera – si perderà. Poi, importantissimo: non ignorare l’altrə. Il dirty talk è uno scambio, non un monologo. Fondamentale è osservare le reazioni, ascoltare i silenzi, lasciare spazio. Non serve riempire tutto di parole: a volte, una pausa ben dosata può essere ancora più eccitante.
E infine: non facciamolo se non ci sentiamo a nostro agio. Non è una tappa obbligata dell’intimità. È un’esplorazione. Se non ci sentiamo prontə, se ci imbarazza, va bene così. Ma se ci incuriosisce, se ci diverte, se ci fa sentire potere e connessione… allora forse vale la pena provarci. Un passo alla volta. Seguendo la nostra voce, che ci guiderà più lontano di quanto pensiamo.
E voi? Avete mai fatto dirty talk? Fatecelo sapere nei commenti!
FONTI:
https://www.thewom.it/relazioni/dirty-talk-cosa-e-come-fare

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