Ciao community!
Oggi parliamo di un tema che sembra banale, ma che in realtà è uno dei principali fattori di equilibrio (o di conflitto) nelle relazioni: la suddivisione delle faccende domestiche.
Quando si pensa alle “cose da fare in casa”, di solito vengono in mente i lavori più pratici e visibili, come lavare i piatti, passare l’aspirapolvere o fare la lavatrice. In realtà, però, la questione è molto più ampia, e coinvolge anche un aspetto meno evidente, che spesso pesa persino più del lavoro fisico: il cosiddetto carico mentale. Questo non riguarda tanto il compiere materialmente un’azione, quanto l’essere costantemente responsabili di ricordare, organizzare e pianificare. Significa pensare in anticipo a cosa cucinare per cena, tenere a mente che il detersivo sta finendo, programmare quando pagare le bollette, ricordarsi delle scadenze o delle visite da prenotare. È un lavoro continuo e invisibile, che non si ferma mai e che, quando ricade principalmente su una sola persona, può diventare fonte di frustrazione e squilibrio.
Diversi studi hanno dimostrato che la soddisfazione all’interno della coppia aumenta quando entrambi i partner percepiscono una distribuzione equa delle responsabilità domestiche. Non si tratta di raggiungere un equilibrio matematico perfetto, come se fosse una divisione al 50 e 50. Quello che davvero fa la differenza è la percezione di giustizia: sentirsi riconosciuti e sapere che anche l’altro si impegna per il benessere della casa e della relazione. Quando invece uno dei due sente di portare da solo il peso maggiore, non solo fisico ma anche mentale, si creano tensioni che, col tempo, possono trasformarsi in veri e propri conflitti.
Secondo un’analisi pubblicata dalla piattaforma di salute e benessere mentale “Verywell Mind”, i litigi sulle faccende domestiche rientrano tra le cause più frequenti di discussione all’interno del matrimonio e delle convivenze. Questo perché non si tratta solo di “fare” qualcosa, ma anche di quanto quella fatica viene riconosciuta dall’altro. Una lavatrice stesa o un pavimento lavato, se non visti o dati per scontati, possono diventare motivo di risentimento. E non è raro che questi piccoli episodi, sommati giorno dopo giorno, finiscano per incrinare il clima emotivo della relazione.
Ma veniamo a un approfondimento centrale: un articolo di Hélène Coutard, pubblicato su ‘Internazionale’ racconta una storia che ha fatto molto riflettere (e continua a farlo): quella di Eve Rodsky, un’avvocatessa americana con tre figli. La sua vicenda ha preso il via nel 2011 quando, già in evidente affanno tra lavoro e famiglia, ricevette un apparentemente innocente quanto, nei fatti, devastante sms da suo marito: “Hai dimenticato i mirtilli”. Quel momento la portò a piangere in auto, e le fece temere di aver toccato il fondo (l’aspetto più assurdo era che Rodsky, per mestiere, aiutava le persone a imparare a comunicare).
Questa esperienza le ha dato l’impulso per uscire dal senso di isolamento e trasformarlo in una soluzione concreta: nel 2020 Rodsky pubblica “Come ho convinto mio marito a lavare i piatti”, un libro che parla del carico mentale domestico e propone un modello per riequilibrarlo all’interno della coppia. Il libro ha venduto oltre 250.000 copie nei primi tre anni e si è imposto per due settimane nella classifica del New York Times, a conferma di quanto questo problema sia sentito.
Quindi, come si può affrontare questa dinamica? La risposta, per quanto semplice possa sembrare, sta nel fare squadra. Non significa solo dividersi i compiti in modo rigido o alternarsi come se si fosse due coinquilini. Significa piuttosto sedersi insieme, parlare apertamente delle proprie percezioni e delle proprie difficoltà, e trovare un metodo che funzioni per entrambi. Alcune coppie scelgono di creare una sorta di tabella settimanale che assegna a ciascuno dei due alcuni compiti in giorni specifici, altre preferiscono organizzare un momento fisso della settimana per discutere di quello che c’è da fare e suddividerlo al meglio. Quello che conta davvero non è la forma, ma la disponibilità a collaborare e a non dare mai per scontato il contributo dell’altro.
E voi che ne pensate? E, soprattutto, come suddividete le faccende domestiche in casa vostra? Fatecelo sapere nei commenti!
FONTI:
https://www.verywellmind.com/chores-conflict-in-marriage-2300980?
https://www.internazionale.it/notizie/helene-coutard/2025/05/27/carico-mentale-domestico
https://27esimaora.corriere.it/articolo/la-divisione-dei-lavori-di-casa-che-fa-bene-alla-coppia/

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